Certe domeniche che non sai cosa fare, iniziano invece nel migliore dei modi.
Come per esempio accendendo il cellulare mentre pigramente fai colazione e ricevendo quel messaggio che inaspettatamente ti svolta la giornata “nenna, giro in moto oggi?”
Arriva così il mio salvatore, senza ali, con poche parole.
Ed è fatta! La domenica è organizzata.
A questo punto, dopo un breve, ma entusiasmante scambio di faccine e messaggini, si passa alla seconda domanda, quella che ogni volta ci mette in crisi…”ok, dove andiamo?”
A noi, che non ci piacciono i percorsi tradizonali, crearne uno diverso e a nostra misura è sempre una sfida. Parte così una raffica di proposte che si perdono sempre nei meandri del “già fatto” o “già visto”, ma alla fine, dopo la canonica ora di elucubrazioni, ce la facciamo e partiamo!
Siamo solo un po indecisi sul vestiario. Fa già un po freschino a Cagliari, e metti però che a un certo punto poi ci sia caldo….mi sento fortunata oggi, io mi metto la t-shirt sotto la felpa e i jeans……eja* credici, mai decisione fu più sbagliata!
La tappa di oggi è Isili, nella regione storica del Sarcidano a circa 76 km da casa. L’idea è quella di visitare il MARATE (Museo per l’arte del Rame e del Tessuto) e il famoso Nuraghe bianco Is Paras.
A noi i nuraghe ci piacciono tanto, penso si sia capito!
Decidiamo di attraversare anche questa volta le campagne che in questo periodo sono stupende e i paesini del Parteolla e della Trexenta. La strada è scorrevolissima, l’asfalto in ottime condizioni per buona parte del percorso e le curve sono dolci e c’è poca gente in giro, ma i profumi non mancano, anche quelli di pesce e maialetto arrosto di alcune postazioni itineranti sulle strade, che pensi ci sia una sagra e invece no, qua ancora si usa così. E’ evidentemente ora di pranzo perchè questi odori che ti riempiono il casco e ti schiaffeggiano, diventano magicamente profumi Chanel.
Il mio cavaliere, aka Sardus Pater, propone pausa aperitivo a Senorbì per non svenire. Incrociamo una bar molto bellino, ma lui no, dritto per la sua strada sino al piazzale di chiesa e allo tzilleri* di turno. L’unica nota degna di menzione è lo sguardo piacevolmente meravigliato della cameriera nello scoprire che sotto il mio casco c’era evidentemente una femmina e quella femmina aveva una moto. Coda di pavone modalità ON!

Quindi mini aperitivo -rigorosamente analcolico – e via verso Isili fiduciosi di trovare degno ristoro. E invece no….il deserto del Gobi, tutto chiuso. Poi scopriremo che a Isili c’era un focolaio COVID e tutti a casa. Noi, i soliti impavidi, siamo finiti nella tana, ma ne siamo usciti salvi.
Abbandoniamo quindi Isili per raggiungere un agriturismo a qualche km di distanza, dove ci accolgono tanti gatti e un ristoratore bizzarro che mi trasforma subito in una “donna sull’orlo di una crisi di nervi”. Il cibo comunque è buono e il costo ragionevole.

Alle 15.30 riprendiamo la strada in mezzo alle campagne e ci avviamo al Nuraghe. Purtroppo si è fatto tardi e il Museo lo dobbiamo rimandare ad altro giro, altrimenti rischiamo di tornare al buio e al freddo, che GIA SI FA SENTIRE!!!
Il Nuraghe è una sorpresa con il suo tholos di 12 metri (il più alto nell’Isola) e le sue pietre di calcare bianco, la vista magnifica e l’aria magica. Ne vale veramente la pena, in più siamo soli.



Purtroppo causa Covid non era previsto un servizio guida, ma noi ce lo siamo goduti lo stesso.
E’ già tardi e decidiamo di prendere la via più veloce e scorrevole per il rientro.
Sardus Pater si barda come un omino Michelin, mentre io rimango in versione primavera/estate. Avviso il mio cavaliere che avrò sicuramente bisogno di una pausa bagno durante il rientro per via del freddo e perciò di fermarsi per una pausa a metà strada.
Quella metà strada non l’ho mai vista, in compenso però ci ha accompagnato un tramonto di sfumature rosa da lasciarmi senza fiato. Ammetto d’aver cantato sotto il casco, forse ho anche urlato.
La bellezza si sa, non ammette silenzio,mai.

****Traduzione del sardo:
Eja = Sì (avverbio di affermazione)
Tzilleri = bar solitamente non proprio raffinato
Questo il mio percorso di oggi da casa a Isili (con tappa a Gergei) e rientro (circa 170 km):

Durata: giornata intera
Tappe durante il tragitto:
- Tzilleri a Senorbì
- Agriturismo “Altura” a Gergei.
E’ un vero agriturismo dove viene prodotto tutto quello che ti offrono nel menù fisso, che prevede antipasti misti, un primo (solitamente gnocchetti al sugo alla sarda), un secondo (maialetto arrosto), dolci sardi, caffè e amaro. La qualità del cibo è buona!
Prezzo fisso a persona Euro 25,00 - Nuraghe “Is Paras” a Isili
https://www.isiliturismo.it/archeologia/il-nuraghe-is-paras/
Costo del biglietto Euro 3,00 a persona - Noi non abbiamo fatto in tempo, ma consiglio vivamente di visitare il MARATE – Museo per l’Arte del Rame e del Tessuto a Isili
http://www.marate.it/
Valutazione della strada:
L’asfalto sino a Senorbì è in buone condizioni e a tratti è stato appena rifatto.
Da Mandas e dentro i paesi è un po dissestato e bisogna stare attenti
Le curve verso Isili sono dolci e l’asfalto è buono.
